La fascia di età più soggetta alla creazione dei fenomeni è quella dei trentenni.
Per varie e recondite ragioni a 30anni gli uomini subiscono spesso un’inversione di rotta, e divengono fenomeni incalliti.
Chi non si è ancora imbattuta nel trentenne intelligente e brillante, professionista alla riscossa, che ama spendere, uscire, viaggiare, e che fa di tutto per uscire con voi appena vi incontra?
Colui che però –e questo viene fuori dopo- è “accompagnato” ma in procinto di lasciarla –una delle scuse più usate-, perché non ne può più, non la ama e via dicendo….cosa che in realtà non farà mai, chiaramente!
Ma in quel momento è impossibile non credergli, non pensare che la lascerà, che la ex non conta nulla, che lui è pronto solo per voi e voi sole. Anzi! LUI NON ASPETTAVA CHE TE!
Appena ti ha vista ti ha riconosciuta!SEI TU LA SUA DONNA IDEALE!
E testuali parole a parte –che le prendano tutte da una versione maschile dell’Harmony, sconosciuta a noi donne?-, il problema è che noi ci caschiamo.
Tralasciando ogni ragionevole dubbio, ogni domanda che nasce come incubo notturno grazie al nostro subconscio –certo più conscio lui che noi!-, i consigli delle amiche e il fatto che ci sia una compagna di cui noi, tramite lui, conosciamo solo il peggio, ma che spesso, alla fine, tutto questo peggio non è e verso la quale ci sentiamo –ammettetelo- delle vere cacche umane.
Ehm sì, non ho risposto. Come mai ci caschiamo????
Ognuna per i cavoli suoi, credo. Quell’uomo ci fa innamorare e noi crediamo alle sue parole.
Lui dice che la sta lasciando? E perché non dovremmo credere ai suoi begli occhi sinceri?!
Soprattutto nel caso dell’uomo-in-via-di-separazione da moglie lui di solito non ha la fede. E lo dice con orgoglio,a dimostrazione del fatto che il suo rapporto si sta interrompendo.
Certo sarebbe lecito farsi venire il dubbio che la tolga prima di vederci o che, come la maggior parte degli uomini, l’abbia portato per il primo mese di matrimonio, togliendola poi con la scusa del lavoro manuale, del non essere abituato, della facilità con la quale si sfila dal dito mentre –ops- si lava le mani dopo aver fatto pipì!
Come va a finire?
Le ipotesi più gettonate –valutando i dati Istat legati ai Fenomeni, statistica 2010 chiaramente- parlano di due casi:
- Il risveglio della bella addormentata
- La fuga del Principe
Lui è ancora alle prese con un vera relazione, e non sa come rimettere in piedi un rapporto che –dice-gli sta stretto ma che –alla fine- gli fa molto comodo.
Chiaramente c’è anche la possibilità che non ci sia mai stata un crisi e non abbia mai desiderato lasciarla. Insomma ci rendiamo conto di aver fatto malissimo, di esserci innamorate, o quasi, di un uomo che non poteva darci nulla e finalmente ci rendiamo conto che quella povera compagna doveva essere rispettata –sì,sì,siamo della carogne, alla fine i sensi di colpa emergono e preghiamo San faustino, protettore dei cornuti, che nessuna ci renda mai pan per focaccia!-.
Seguono tempi duri, di cioccolata e rabbia.
Il secondo caso è quello più devastante.
Lui decide di lasciarci. Ma non ammetterà mai che sta ancora con la compagna.
Piuttosto dirà che il nostro è un amore impossibile, che non lo scorderà mai, che la vita è arcigna, madre-matrigna.
Ci dirà che ha bisogno di ricercare il suo vero Io, che ha perso da tempo e che ha intravisto di nuovo grazie a noi.
E scomparirà!
Tipico dei fenomeni è infatti l’effetto “dissoluzione” che sanno applicare alla perfezione, come il tasto invio sulla tastiera, loro hanno la capacità di scomparire in un clic, quello del telefono, quando, con voce mesta, vi chiamano per dirvi la loro verità; o quello proprio della tastiera del PC, con il quale vi inviano l’ultima e-mail della vostra relazione.
Insomma sparisce e non sarete più in grado di ritrovarlo.
Sarà in Tibet? O in qualche ashram indiano? Alla ricerca di sé stesso con gli aborigeni australiani?
Non ci sono tracce di lui –e se chiamassimo Chi l’ha visto?!-, solo silenzio.
Silenzio durante il quale voi continuate a rimuginare il come ed il perché e il quando.
Sì, il quando TORNERA’,purificato e libero, da me?!
Purtroppo questa ipotesi di rottura è la più dolorosa, perché la nostra presa di coscienza arriva solo con il tempo. Con il tempo capiamo che erano tutte balle, e che le sue ultime parole erano solo le battute finali di un melodramma romantico.
Lui è già preso dalla stesura di altri melodrammi e lo incontriamo, dopo tempo, sorridente mano nella mano con un’altra. La compagnia?!Ma non era mora e questa è bionda?!! Chissà….
Insomma i Trentenni-in-via-di-separazione-qualsiasi-essa-sia sono davvero pericolosi, forse perché anche noi oramai siamo quasi trentenni?!
(RC)
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