Chiaramente questi trentenni “accompagnati” –o forse il termine più scientifico è “accoppiati”?!- non sono gli unici trentenni pericolosi.
Molti sono trentenni single.
Sono quelli che hanno chiuso, da tempo o da poco, una storia lunga 10 anni, che li ha segnati nel profondo. Sono quelli che ricercano se stessi –anche se non accompagnati si cercano, si cercano…-, essendo insoddisfatti del loro stile di vita, del loro lavoro, della situazione in cui vivono e di loro stessi…quindi sono loro pronti a cambiare tutto, per non cambiare niente.
I 30enni single sembrerebbero da lontano delle perle rare. Non sposati? Davvero?
Neanche una fidanzata-storica-che-non-si-decidono-a-sposare?Una ex-non-ancora-ben-archiviata? No?? Niente?!
Dopo una breve riflessione, parte la domanda cruciale: è gay? La paura recondita che anche lui sia gay, come molti uomini che avresti voluto sposare solo dopo averci scambiato poche battute, ti assale e la vomiti senza neanche accorgertene. Ma meglio sviscerare subito il problema.
No, non è gay.
Lo osserviamo di sottecchi, lo studiamo ed analizziamo grazie anche all’esperienza fatta nel corso degli anni in giro per locali gay di mezza Italia ed Europa con i nostri amici –loro sì- gay, rubiamo pezzi di carta con la sua scrittura per una delle valutazioni finali e poi, ma proprio se rimangono dubbi, lo presentiamo al nostro amico gay. Almeno uno dei due otterrà qualche cosa, l’amicizia prima di tutto!
Alla fine si rivela eterosessuale. Bene, è nostro!
Nascondendo un ghigno di gioia, perché una volta tanto non siamo noi ad andarcene a mani vuote ma il nostro amico, non ci resta che darci da fare.
Il povero fenomeno ignaro risulta interessante.
E’ preso da una dura lotta interna, contro se stesso e spesso contro tutto il creato. Ha lasciato il suo posto di lavoro per un tipo di lavoro alternativo e più soddisfacente, che però ancora spesso non ha trovato.
Ha sicuramente in mente un viaggio in India, se non ora prima o poi comunque ci andrà. Alla ricerca dei sentieri nascosti dell’anima, è pronto a lasciare il mondo mondano per trovare una luce interiore.
E noi crolliamo indifese davanti a tanto coraggio. Un uomo che decide di cercare l’autenticità, di aprirsi al mondo in maniera nuova. La sua voglia di sentirsi utile, di mettere in discussione la sua vita così com’è, di viaggiare e scoprire ci incendia. Ci parla dei massimi sistemi, della realtà che ci rende alieni a noi stessi, del viaggio come mezzo e come fine..lui che va negli angoli più impervi del mondo, che osa viaggiare come noi non avremmo mai osato –sacco a pelo e sacco in spalla si, ma evitare di prendere il tifo non sarebbe male, no?!-…beh, lui ci strega.
In teoria si dovrebbe capire sin da subito che non si fermerà molto qui, ma questo fattore appare all’inizio secondario. Tutto scompare davanti a lui!
E rimanendo giorno dopo giorno, e il giorno dopo ancora, ci sembra che infine deciderà di includerci nel suo viaggio e nel suo piano di vita. Pensiamo che saremo due cuori e una capanna, vedendo nella nostra scene di innamorati stile laguna blu.
In verità, almeno in questo caso, il tutto era molto chiaro sin dall’inizio, ma dopo molto tempo ci sembra impossibile che lui abbia il coraggio di dirci addio, così, da un giorno all’altro e senza troppi complimenti.
Nella ricerca della “Verità” una relazione a tempo, tipo il marinaio una donna in ogni porto non ha senso,no?
E invece sì, ha senso.
E se ci riuscissimo a togliere il prosciutto dagli occhi –chi avrà inventato questa espressione?l’idea del prosciutto sugli occhi fa nausea- potremmo semplicemente goderci una breve relazione.
(RC)
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