mercoledì 2 febbraio 2011

I TRENTENNI-Tris ( e poi inziamo con gli altri!!)

Un altro aspetto del trentenne che ha appena concluso una lunga relazione è la sindrome del Peter Pan, il ritorno -inspiegabile ed innaturale- all'adolescenza, alla fase più idiota dell'essere umano maschile: quella in cui parole come “sesso” e “f..a” diventano un chiodo fisso, un tarlo del cervello che rode e buca giorno e notte.
Il tutto accompagnato da fiumi di alcool.

Puf...salto indietro nel tempo!

Le prime sbornie, le prime uscite solo maschietti per rimorchiare…ricasca in una serie di comportamenti stile età della pietra.
Lui e il mondo delle Donne!
Sembra che gli si apra davanti la stagione della “caccia alla muflone femmina”-dove le muflone,per inciso, siamo noi-, spericolandosi in multi relazioni mal gestite e serate di festa sfrenate.
Poi si concede attività che con lei sembravano noiose, i viaggi che a lei cassava sempre, serate fuori che prima non la sera non lo staccavi dal divano neanche prendendolo a bastonate, sessioni interminabili in palestre e centri estetici, per togliere occhiaie, pancetta e peli superflui.
L’uomo che ci si para davanti è un derivato dell’età postmoderna, sfugge da ogni legame serio ma allo stesso tempo non sa stare da solo.

Corteggia tutte e non ha freni...e..appena la corda, secondo lui, gli si stringe al collo…scappa!
Preso da crisi di ansie e –invocando mamma- si nasconde.

Da chi cambia numero di cellulare e chi semplicemente non risponde più..insomma lui sparisce e cambia zona.
Alla ricerca di nuove avventure!

Lo vedrai in diversi locali, uomo jolly della città, insieme ai soliti amici...
E’ lui…il fenomeno-neo-adolescente e non puoi sbagliarti, lo riconosci subito.
Appena lo vedi scappa. E’ pericolosissimo!

Ma se lui ci frega prima, ecco lo scenario.
Lui tra una relazione e l’altra cerca comunque un punto fermo, che –ahimè- siamo noi.
Ci fa ballonzolare su e giù tra una chiamata e una lunga assenza, ci giura di aver dimenticato la ex ma poi piange e si commuove ascoltando la loro canzone.
Ma ancora peggio ha paura.
Paura di una nuova relazione seria.
E poi ha fame di “libertà”.
La libertà di fare ed andare, mangiare in mutande davanti alla tv, non pranzare che a panini e pizza, pasta asciutta e birra. Libertà di uscire quando gli va, con chi gli va e dove gli va…di guardare film d’azione e solo d’azione, indiani,cowboys, rambo(I,II,III;IV,V,...) e ninja diventano compagni di notti lunghissime.
Libertà di lasciare tazzine del caffè incastonate ovunque, dal mobiletto del bagno al bracciolo della poltrona. Libertà di andare a pranzo da mamma, quando si sono rotti della pizza, che poi alla fine mamma cucina meglio! Libertà di fare il tiro della mutanda sporca verso il cestino della biancheria, lasciandola per terra nel caso in cui la palla mancasse il canestro.
Libertà, libertà, LI-BER-TA’!
Oddio, certo, le camice da stirare e piccole pulizie da fare..ma se sono fortunati mamma aiuta e provvede anche a questo.

Per questo lui ci guarda con sospetto, non ancora pronto a ridiventare adulto.
E scompare a periodi..come le mareggiate va e viene.
Alterna noi a serate di festa...ma –purtroppo- alla fine torna sempre da noi.
E noi siamo incapaci di mollarlo, nell’attesa che lui cambi.
La spunteremo con la pazienza e la presenza costante?!…mah forse è solo una grande perdita di tempo!

(RC)

I TRENTENNI-BIS

Chiaramente questi trentenni “accompagnati” –o forse il termine più scientifico è “accoppiati”?!- non sono gli unici trentenni pericolosi.
Molti sono trentenni single.
Sono quelli che hanno chiuso, da tempo o da poco, una storia lunga 10 anni, che li ha segnati nel profondo. Sono quelli che ricercano se stessi –anche se non accompagnati si cercano, si cercano…-, essendo insoddisfatti del loro stile di vita, del loro lavoro, della situazione in cui vivono e di loro stessi…quindi sono loro pronti a cambiare tutto, per non cambiare niente.

I 30enni single sembrerebbero da lontano delle perle rare. Non sposati? Davvero?
Neanche una fidanzata-storica-che-non-si-decidono-a-sposare?Una ex-non-ancora-ben-archiviata? No?? Niente?!
Dopo una breve riflessione, parte la domanda cruciale: è gay? La paura recondita che anche lui sia gay, come molti uomini che avresti voluto sposare solo dopo averci scambiato poche battute, ti assale e la vomiti senza neanche accorgertene. Ma meglio sviscerare subito il problema.
No, non è gay.
Lo osserviamo di sottecchi, lo studiamo ed analizziamo grazie anche all’esperienza fatta nel corso degli anni in giro per locali gay di mezza Italia ed Europa con i nostri amici –loro sì- gay, rubiamo pezzi di carta con la sua scrittura per una delle valutazioni finali e poi, ma proprio se rimangono dubbi, lo presentiamo al nostro amico gay. Almeno uno dei due otterrà qualche cosa, l’amicizia prima di tutto!

Alla fine si rivela eterosessuale. Bene, è nostro!
Nascondendo un ghigno di gioia, perché una volta tanto non siamo noi ad andarcene a mani vuote ma il nostro amico, non ci resta che darci da fare.

Il povero fenomeno ignaro risulta interessante.
E’ preso da una dura lotta interna, contro se stesso e spesso contro tutto il creato. Ha lasciato il suo posto di lavoro per un tipo di lavoro alternativo e più soddisfacente, che però ancora spesso non ha trovato.
Ha sicuramente in mente un viaggio in India, se non ora prima o poi comunque ci andrà. Alla ricerca dei sentieri nascosti dell’anima, è pronto a lasciare il mondo mondano per trovare una luce interiore.

E noi crolliamo indifese davanti a tanto coraggio. Un uomo che decide di cercare l’autenticità, di aprirsi al mondo in maniera nuova. La sua voglia di sentirsi utile, di mettere in discussione la sua vita così com’è, di viaggiare e scoprire ci incendia. Ci parla dei massimi sistemi, della realtà che ci rende alieni a noi stessi, del viaggio come mezzo e come fine..lui che va negli angoli più impervi del mondo, che osa viaggiare come noi non avremmo mai osato –sacco a pelo e sacco in spalla si, ma evitare di prendere il tifo non sarebbe male, no?!-…beh, lui ci strega.
In teoria si dovrebbe capire sin da subito che non si fermerà molto qui, ma questo fattore appare all’inizio secondario. Tutto scompare davanti a lui!
E rimanendo giorno dopo giorno, e il giorno dopo ancora, ci sembra che infine deciderà di includerci nel suo viaggio e nel suo piano di vita. Pensiamo che saremo due cuori e una capanna, vedendo nella nostra scene di innamorati stile laguna blu.
In verità, almeno in questo caso, il tutto era molto chiaro sin dall’inizio, ma dopo molto tempo ci sembra impossibile che lui abbia il coraggio di dirci addio, così, da un giorno all’altro e senza troppi complimenti.
Nella ricerca della “Verità” una relazione a tempo, tipo il marinaio una donna in ogni porto non ha senso,no?
E invece sì, ha senso.
E se ci riuscissimo a togliere il prosciutto dagli occhi –chi avrà inventato questa espressione?l’idea del prosciutto sugli occhi fa nausea- potremmo semplicemente goderci una breve relazione.

(RC)

I TRENTENNI-IN-VIA-DI-SEPARAZIONE (termine che potrebbe indicare un qualsiasi tipo di rapporto duraturo, sancito da un contratto religioso o laico o da anni e anni di pranzi domenicali con la famiglia di lei )

(Fenomeno-Tipo Number 1)

La fascia di età più soggetta alla creazione dei fenomeni è quella dei trentenni.
Per varie e recondite ragioni a 30anni gli uomini subiscono spesso un’inversione di rotta, e divengono fenomeni incalliti.

Chi non si è ancora imbattuta nel trentenne intelligente e brillante, professionista alla riscossa, che ama spendere, uscire, viaggiare, e che fa di tutto per uscire con voi appena vi incontra?

Colui che però –e questo viene fuori dopo- è “accompagnato” ma in procinto di lasciarla –una delle scuse più usate-, perché non ne può più, non la ama e via dicendo….cosa che in realtà non farà mai, chiaramente!
Ma in quel momento è impossibile non credergli, non pensare che la lascerà, che la ex non conta nulla, che lui è pronto solo per voi e voi sole. Anzi! LUI NON ASPETTAVA CHE TE!
Appena ti ha vista ti ha riconosciuta!SEI TU LA SUA DONNA IDEALE!

E testuali parole a parte –che le prendano tutte da una versione maschile dell’Harmony, sconosciuta a noi donne?-, il problema è che noi ci caschiamo.
Tralasciando ogni ragionevole dubbio, ogni domanda che nasce come incubo notturno grazie al nostro subconscio –certo più conscio lui che noi!-, i consigli delle amiche e il fatto che ci sia una compagna di cui noi, tramite lui, conosciamo solo il peggio, ma che spesso, alla fine, tutto questo peggio non è e verso la quale ci sentiamo –ammettetelo- delle vere cacche umane.
Ehm sì, non ho risposto. Come mai ci caschiamo????
Ognuna per i cavoli suoi, credo. Quell’uomo ci fa innamorare e noi crediamo alle sue parole.
Lui dice che la sta lasciando? E perché non dovremmo credere ai suoi begli occhi sinceri?!
Soprattutto nel caso dell’uomo-in-via-di-separazione da moglie lui di solito non ha la fede. E lo dice con orgoglio,a dimostrazione del fatto che il suo rapporto si sta interrompendo.
Certo sarebbe lecito farsi venire il dubbio che la tolga prima di vederci o che, come la maggior parte degli uomini, l’abbia portato per il primo mese di matrimonio, togliendola poi con la scusa del lavoro manuale, del non essere abituato, della facilità con la quale si sfila dal dito mentre –ops- si lava le mani dopo aver fatto pipì!

Come va a finire?
Le ipotesi più gettonate –valutando i dati Istat legati ai Fenomeni, statistica 2010 chiaramente- parlano di due casi:
  1. Il risveglio della bella addormentata
  2. La fuga del Principe
Il primo caso è quello in cui io, tu, noi ci accorgiamo di aver fatto un bell’errore.
Lui è ancora alle prese con un vera relazione, e non sa come rimettere in piedi un rapporto che –dice-gli sta stretto ma che –alla fine- gli fa molto comodo.
Chiaramente c’è anche la possibilità che non ci sia mai stata un crisi e non abbia mai desiderato lasciarla. Insomma ci rendiamo conto di aver fatto malissimo, di esserci innamorate, o quasi, di un uomo che non poteva darci nulla e finalmente ci rendiamo conto che quella povera compagna doveva essere rispettata –sì,sì,siamo della carogne, alla fine i sensi di colpa emergono e preghiamo San faustino, protettore dei cornuti, che nessuna ci renda mai pan per focaccia!-.
Seguono tempi duri, di cioccolata e rabbia.

Il secondo caso è quello più devastante.
Lui decide di lasciarci. Ma non ammetterà mai che sta ancora con la compagna.
Piuttosto dirà che il nostro è un amore impossibile, che non lo scorderà mai, che la vita è arcigna, madre-matrigna.
Ci dirà che ha bisogno di ricercare il suo vero Io, che ha perso da tempo e che ha intravisto di nuovo grazie a noi.

E scomparirà!

Tipico dei fenomeni è infatti l’effetto “dissoluzione” che sanno applicare alla perfezione, come il tasto invio sulla tastiera, loro hanno la capacità di scomparire in un clic, quello del telefono, quando, con voce mesta, vi chiamano per dirvi la loro verità; o quello proprio della tastiera del PC, con il quale vi inviano l’ultima e-mail della vostra relazione.
Insomma sparisce e non sarete più in grado di ritrovarlo.
Sarà in Tibet? O in qualche ashram indiano? Alla ricerca di sé stesso con gli aborigeni australiani?
Non ci sono tracce di lui –e se chiamassimo Chi l’ha visto?!-, solo silenzio.
Silenzio durante il quale voi continuate a rimuginare il come ed il perché e il quando.
Sì, il quando TORNERA’,purificato e libero, da me?!

Purtroppo questa ipotesi di rottura è la più dolorosa, perché la nostra presa di coscienza arriva solo con il tempo. Con il tempo capiamo che erano tutte balle, e che le sue ultime parole erano solo le battute finali di un melodramma romantico.
Lui è già preso dalla stesura di altri melodrammi e lo incontriamo, dopo tempo, sorridente mano nella mano con un’altra. La compagnia?!Ma non era mora e questa è bionda?!! Chissà….

Insomma i Trentenni-in-via-di-separazione-qualsiasi-essa-sia sono davvero pericolosi, forse perché anche noi oramai siamo quasi trentenni?!

(RC)

Chi sono i FE-NO-ME-NI


I fenomeni sono quindi una sotto-categoria della categoria uomini. Intesi – vi ricordo- come essere umani, di sesso maschile, compresi tra i 20 e i 45 anni.

L’intervallo di età è generalmente questo, ma non si escludono rappresentanti della categoria in fasce d’età differenti.
Insomma la “Fenomenologia” non è ancora una scienza certa al cento per cento..ma ci stiamo lavorando.

Dunque il Fenomeno è un uomo - bello o brutto poco importa, perché ogni scarrafò è bello a mamma so-, lo si ritiene intelligente e spesso è un buon oratore. Sì, diciamo che proprio SPESSO è un buon oratore, ha buona favella ed è bravissimo a inventare storie, scuse,  parole e cose varie che ci fanno sciogliere come caramelle gelè al sole….ah Ah AH AH AH…ridete? RIDETE? Bugiarde!! Ridete perché state leggendo tranquille da casa vostra, sedute, mangiando cioccolata, fumando una sigaretta…Adesso ridete perché siete al sicuro e non vi riconoscete nella descrizione della caramella gelè spiaccicata per terra. Anzi, se ci pensate meglio, l’unica similitudine che vi viene in mente è con una vostra cara amica, con la quale avete parlato giusto ieri, che ha detto di avere per le mani –sarebbe meglio dire che è lei,povera, nelle mani di lui- un fenomeno –lei non l’ha chiamato così ma ora voi sapete di cosa si tratta-.

Comunque va bene, come volete. Uno dei sintomi della sindrome da "avvelenamento da fenomeno" è che non si sappia riconoscere, o non si voglia ammettere, di essere in balia di questa trota scivolosa che cerca di scappare.
Ripeto non importa, faccio finta di credere al fatto che voi non abbiate mai conosciuto un Fenomeno in vita vostra..non mi preoccupo e vengo allo scoperto da sola.
Ebbene sì, io ho la mia bella scorta di fenomeni, e lo ammetto come una drogata di cioccolata dopo la terapia di disintossicazione.

I Fenomeni quindi sono maschi, parolieri, medio-bello-brutti -altrimenti sarebbero direttamente nella categoria Fighi e non staremmo qui a farci due palle!-, bassi o alti, ma comunque capaci di incarnare –almeno sembra- quello che è l’idealtipo amoroso di ognuna di noi.
Vogliamo l’intellettuale? Ecco il fenomeno stile “Feltrinelli”, con giacca di velluto a costine, polacchine -le clarks dei poveri- e giornale sotto il braccio –che giornale è dipendete da te, cazzi tuoi se ti scegli uno con il Foglio-; ti piace lo sportivo? Beh, il tuo sarà campione di decathlon-con-le-mani legate e gli-occhi-bendati. A te piace il duro e cattivo? Ecco il tuo lui con barba incolta, giacca di pelle in ogni stagione, passato segreto e chiamate nel cuore della notte.

E così via…il bravo ragazzo? Maglioncino monocromo, camicia –sempre-e-comunque, capello impomatato che fa giusto giusto quel piccolo vezzo selvaggio e sorriso brillante.

Non ci sono dubbi, il fenomeno sa mimetizzarsi. Come certi pesci predatori si mimetizza con il modello perfetto di uomo e poi zac! Ti prende alla sprovvista e poi si rivela per quella che è.
Un Fenomeno, ecco cos’è.

Non si può parlare in generale, si deve andare nello specifico. Dobbiamo essere come novelle PieriAngela -piaciuto il plurale?- alla scoperta di tutte le sfumature più strane dei fenomeni, dobbiamo osservarli silenziosi come fossimo osservatori di macachi -le famose scimmie dal culo rosso- per studiarne i comportamenti e stenderne un chiaro profilo…dobbiamo prenderli per i piedi, alzarli e rigirarli a testa in giù, per vedere cosa esce fuori dalle loro tasche segrete….
(RC)

Chi siamo e perchè lo facciamo :)

Credo di essere arrivata ad un punto di non ritorno, quello in cui bisogna rimboccarsi le maniche e prendere le contromisure adatte al problema.
Il problema –direte voi- è sapere qual è il problema.
Il problema –dico io- è l’uomo, ma non l’uomo come essere umano in generale, padre o fratello. No, l’uomo come fidanzato e compagno. Sì, sì,lo so che d...i cose così se ne sente parlare dappertutto, le donne al supermercato, dalla parrucchiera, dal fornaio etc etc.
Ma io vorrei affrontare il problema sotto un punto di vista diverso, insomma basta con i piagnistei o l’ironia. Questo è un problema serio, dobbiamo fare fronte comune contro non gli Uomini ma FENOMENI.
Esiste infatti l’uomo e in questa categoria esiste il Fenomeno.
Prima di spiegare meglio cosa sia un fenomeno, voglio spiegare l’idea di associazione femminile –il nostro fronte comune- contro i fenomeni.

Io e le mie amiche abbiamo deciso di chiamarlo “Associazione Salvate Jasmine”.
Per chi non lo sapesse –e dovete certo essere delle sprovvedute per non saperlo!- Jasmine è la famosa principessa che stufa di fare una vita dorata scappa dal suo palazzo e incontra un giovane ed affascinante scapestrato ragazzo,Aladin. La storia è lunga e rocambolesca, geni, palazzi, tigri e scimmiette, stregoni cattivi etc etc…il succo è che –ma dai che originalità- i due si innamorano.
Nella famosa scena Disney i due sono sul un tappeto volante di lui...tra il cielo stellato e paesaggi mozzafiato lui canta per lei una struggente canzone d’amore.

Ecco fermiamo la scena, è da qui che nasce “A. Salvate Jasmine”, infatti la sprovveduta principessa non sa che, da lì a poco, finita la canzone in cui lui le dichiara amore eterno, Aladin –per ragioni a noi sconosciute- la butterà giù dal tappeto volante.
E ditemi chi di voi non ha mai fatto un volo dal tappeto magico del suo amore?
Qualcuna di voi si salva?
Probabilmente poche fortunate che vivono su pianeti differenti dal nostro e quindi che non stanno qui a leggere.

Quindi ecco che vi presento ufficialmente l’ Associazione Salvate Jasmine, il simbolo sarà l’immagine di un bel tappeto che brucia, come sfondo una notte stellata.
L’associazione è libera – per carità chiedere soldi a chi è in questa situazione-, e solo le cariche di Presidente e Vice Presidente sono già assegnate.
E sì, insomma siamo io ed una mia amica, alla fine scusate l’invenzione è nostra e fatecela godere.
Non vi preoccupate, le cariche non sono remunerate, e comunque se qualcuna dovesse batterci per numero di fenomeni incontrati nel corso della propria vita, siamo pronte a lasciare l’incarico.

(RC)